
Storia
Come da un’iniziativa del 1929 nacque l’Unione Svizzera del radioamatorismo — la storia dell’USKA sin dalla sua fondazione.
Autore: Dr. Philippe Schaetti HB9ECP
Sono ormai trascorsi 86 anni da quando, il 4 agosto 1929, presso il ristorante Du Pont, nei pressi della stazione centrale di Zurigo, fu fondata l’USKA. La maggioranza dei circa quaranta soci fondatori votò a favore del nome «Unione svizzera dei radioamatori a onde corte» (USKA). Fu Heinrich Degler H9XA (in seguito HB9A) a prendere l’iniziativa per la fondazione dell’USKA e ne divenne il primo presidente. Il 27 settembre, sulla «Schweizerische Radiozeitung» apparve un articolo sull’avvio dell’USKA con un invito ad aderirvi. In quell’occasione venne utilizzato per la prima volta il titolo della rubrica «OLD MAN, la pagina del radioamatore a onde corte».
Nel suo libro «Il fascino delle onde corte», Rudolf Stuber HB9T indica il 1911 come l’anno di inizio dell’attività amatoriale in Svizzera – in seguito all’avvio delle trasmissioni dei segnali orari dell’Osservatorio di Parigi dalla Torre Eiffel. «I romandi, facilmente entusiasti, furono i primi a cogliere lo stimolo proveniente dall’estero», riferì il professore di fisica basilese Hans Zickendraht nel suo libro «Radio in Svizzera». Senza l’autorizzazione delle autorità e senza una base giuridica, si effettuavano le prime trasmissioni sperimentali con trasmettitori a scintilla e ci si assegnava autonomamente i segnali di chiamata, con conseguenti reazioni drastiche da parte delle autorità. Solo il 1° gennaio 1924 entrò in vigore in Svizzera la base giuridica per il rilascio delle autorizzazioni di trasmissione (Legge federale concernente il traffico telegrafico e telefonico del 14 ottobre 1922), e si dovette attendere fino al 30 aprile 1926 perché Heinrich Degler ottenesse la prima licenza ufficiale di trasmissione amatoriale H9XA. La Direzione superiore dei telegrafi di Berna aveva tuttavia subordinato il rilascio delle licenze amatoriali alla costituzione di un’associazione di radioamatori. Ciò avvenne nel 1929, dopo alcuni tentativi preliminari infruttuosi, grazie all’USKA, che riuscì a riunire sotto la propria egida tutte le regioni del Paese.
Il numero dei radioamatori aumentò solo lentamente. Nel 1929, anno di fondazione dell’USKA, vi erano solo dieci emittenti radioamatoriali autorizzate, ma numerosi titolari di licenze di ricezione. Il 1° gennaio 1929 entrarono in vigore le disposizioni della Convenzione internazionale radiotelegrafica di Washington del 15 novembre 1927. Furono introdotti i prefissi nazionali, alcuni dei quali sono ancora in vigore oggi: alla Svizzera fu assegnato il gruppo HBA – HBZ (HB sta per «Helvetischer Bund»). La cifra 9 fu assegnata dalle autorità ai radioamatori: H9 divenne HB9. Contemporaneamente, le bande di frequenza che i radioamatori potevano utilizzare furono notevolmente ridotte. Agli radioamatori svizzeri erano ora disponibili le bande da 10 a 10,7 m, da 20,8 a 21,4 m, da 41 a 42,8 m e da 82 a 85 m.
Un evento decisivo dopo la Prima guerra mondiale fu l’introduzione del tubo elettronico, che sostituì il trasmettitore a scintilla e il coerere. Nel periodo tra le due guerre avvenne inoltre il passaggio dalla tecnologia Audion a quella supereterodina, che ottimizzò notevolmente le possibilità di ricezione.
Poiché la copertura giornalistica nell’ambito della «Schweizerische Radiozeitung» e su «Le Radio» in lingua francese era diventata sempre più insoddisfacente, nel 1932 si lanciò con coraggio una propria rivista associativa, l’OLD MAN. Il nome scelto da Heinrich Degler nel 1929 sarebbe rimasto in uso per 78 anni, fino al lancio di HBradio all’inizio del 2008.
Il 18 agosto 1932 l’USKA, sotto la guida di H. Degler HB9A e H. Büchler HB9AA, stabilì con successo collegamenti radio a 38,5 m con il pallone stratosferico B9 del Prof. Auguste Piccard, fino a un’altitudine di 16’000 m. Il Fieldday fu introdotto nell’Europa centrale dall’USKA nel 1934. Anche la «trasmissione a catena» fu un’invenzione dell’USKA.
Nel 1938, dopo aspre controversie, l’USKA adottò un nuovo statuto che stabiliva un’organizzazione più decentralizzata, rafforzando il ruolo delle sezioni e dell’assemblea dei delegati. Hans Büchler HB9AA assunse la carica di nuovo presidente. Con la mobilitazione del 1939, le apparecchiature radioamatoriali furono confiscate dalle autorità e ogni attività fu vietata. D’altra parte, tuttavia, i radioamatori erano molto apprezzati dall’esercito per le loro conoscenze in materia di telegrafia e comunicazione senza fili e il 95% di essi fu arruolato. Nel novembre 1945 le trasmissioni furono finalmente autorizzate nuovamente. Il grande merito dei membri dell’USKA si concretizzò nel conferimento della medaglia d’onore d’oro «ARMA MENTIS DUCTU» da parte delle truppe di trasmissione, per mano del colonnello di divisione Ernst Honegger, in occasione del 50° anniversario dell’USKA nel 1979.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’elettronica e la tecnologia radio conobbero un rapido sviluppo in ambito civile. Gli eventi più significativi per i radioamatori furono l’invenzione del transistor nel 1947, l’introduzione della tecnica SSB, la diffusione della tecnologia VHF/UHF e delle modalità di funzionamento digitali, a partire dal 1961 inizialmente tramite RTTY e, più recentemente, con il PSK31. Meritano menzione anche i collegamenti tramite satelliti radioamatoriali (OSCAR) e l’integrazione con il World Wide Web tramite D-Star ed Echolink. La tecnologia SDR (Software-defined Radio) rappresenta una delle più recenti e brillanti conquiste tecniche nel campo del radioamatorismo.
Durante l’Esposizione Nazionale Svizzera tenutasi a Losanna nel 1964 (EXPO64), la stazione HB9RAS (Radio Amateurs Suisses) dell’USKA è stata attiva per sei mesi nel settore 2a (Art de vivre).
In occasione del 75° anniversario dell’USKA nel 2004, nella rivista «OLD MAN» sono stati trattati i seguenti argomenti in lingua tedesca, francese e italiana in diversi numeri: «Le commissioni tecniche dell’USKA, la Power Line Communication (PLC) minaccia i diritti fondamentali, Una spedizione DX: il sogno di ogni DXer?, Il cielo sopra i 75 anni dell’USKA, Alcuni cenni sulla storia dell’USKA, Il radioamatorismo: un hobby vivo?». Questi temi riflettono ancora oggi i punti focali attuali del radioamatorismo svizzero. In occasione dell’Hamfest e dei Marconi Memorial Days a Salvan/VS, nel 2009 il dott. Hamadoun Touré HB9EHT, segretario generale dell’ITU, ci ha onorato della sua presenza in occasione dell’80° anniversario dell’USKA.
Negli ultimi anni si sono verificati anche l’introduzione della licenza di radioamatore HB3 (Novice Licence, 2000), l’abolizione dell’ostacolo del CW per il conseguimento della licenza KW (2003), l’introduzione dell’ordinanza NIS (2000), l’estensione della banda dei 40 metri per il servizio radioamatoriale fino a 7200 kHz (2005), il completo rinnovamento della nostra principale piattaforma promozionale generale, ovvero la stazione radioamatoriale HB9O, attiva dal 1965 nel museo più visitato della Svizzera, il Museo dei Trasporti Svizzeri di Lucerna (2010), e il passaggio, avvenuto senza particolari intoppi, da OLD MAN a HB Radio (2008). Il sito web dell’USKA (www.uska.ch), oggi il principale portale di comunicazione con l’esterno, viene aggiornato regolarmente e presentato in modo intuitivo per i lettori.
È stata inoltre intensificata la promozione delle nuove leve attraverso i contatti con gli scout (Jamboree on the Air) e la partecipazione dell’USKA a fiere aperte al pubblico, ad esempio nel 2013/14 alla MUBA, alla BEA, all’OLMA e alla ZÜSPA (nell’ambito di TUN, «Tecnica e scienze naturali»), in cui i giovani visitatori hanno potuto anche assemblare semplici kit di montaggio. Il contatto radio con un astronauta sulla Stazione Spaziale ISS nel 2008 ha entusiasmato una classe scolastica di Richterswil e ha rappresentato un’impresa logistica impegnativa. Anche l’offerta formativa delle sezioni per il conseguimento delle licenze HB9 e HB3 è stata potenziata e, in occasione dei convegni degli istruttori, si è cercato di armonizzare in una certa misura i contenuti didattici.
Dal 2008 al 2016 Daniel Kägi HB9IQY ha guidato la nostra associazione in qualità di presidente con grande impegno e prudenza, senza voler «stravolgere l’USKA». L’attività di lobbying politico è stata considerata sempre più importante per l’USKA al giorno d’oggi ed è stata curata dal comitato direttivo. Tra le attività di particolare rilevanza per i radioamatori rientra anche la radio di emergenza. In due cantoni esiste già un accordo con le autorità in merito alle situazioni di emergenza in cui è coinvolto il radioamatorismo; in altri cantoni sono in corso discussioni al riguardo. Nel 2013 si è tenuta a Zurigo la conferenza GAREC (Global Amateur Radio Emergency Communication). Si svolgono regolarmente colloqui costruttivi tra l’USKA e l’Ufficio federale delle comunicazioni (OFCOM), responsabile del servizio radioamatoriale. Ad esempio, in merito alla conformità CE è stata trovata una soluzione accettabile per entrambe le parti.
Fortunatamente, tra i soci si registra un rinnovato interesse per l’autocostruzione e per la telegrafia, soprattutto nel settore QRP, grazie a kit innovativi e corsi di telegrafia Morse. A ciò si collegano logicamente le attività dell’Helvetia Telegraphy Club (HTC), della Commissione Mountain Day dell’USKA e del gruppo SOTA Svizzera. Nel 2012 si è svolto a Beatenberg il 10° Campionato mondiale di telegrafia ad alta velocità dell’IARU, svoltosi a Beatenberg con oltre 150 partecipanti provenienti da 20 paesi, durante il quale si sono distinte in particolare le partecipanti provenienti dalla Bielorussia con prestazioni eccezionali (fino a 240 caratteri al minuto).
Riferimenti bibliografici
Hans Zickendraht: La radio in Svizzera, Basilea 1925 August Piccard: A 16’000 metri, Schweizer Aero-Revue AG, Zurigo 1933 Editoriale: L’USKA festeggia il suo compleanno, QRV maggio 1979 Rudolf Stuber, HB9T: Il fascino delle onde corte, 2ª ed., Zurigo 1980 Renato Ryter HB9NW: Alcuni cenni sulla storia dell’USKA, OLD MAN 7-8/2004 Peter Frey, HB9MQM: Come gli emittenti clandestini sono diventati radioamatori, HB Radio 4/2009 Varie edizioni di OLD MAN e di HBradio Archivio della Confederazione Archivio dell’ITU
«Non uno sport, ma una scienza»
Questa definizione è stata formulata da Heinrich Degler H9XA e pubblicata nella rivista «Radio-Programm» n. 36/1926
«L’amatore opera in modo autonomo, ma anche disinteressato, alla ricerca e, di conseguenza, al miglioramento della tecnica di trasmissione e ricezione senza fili nel campo delle onde corte. Egli è quindi, prima di tutto, uno sperimentatore, le cui esperienze rivestono spesso un grande valore scientifico. La sua attività non va intesa come uno sport, bensì come un lavoro in un affascinante ramo della scienza più moderna, in cui la ricompensa più bella sono i successi ottenuti.”
Materiali
Presentazione storica in occasione dei festeggiamenti per i 90 anni dell’USKA: [DE] Presentazione sulla storia dell’USKA 1929-2019 (PowerPoint, 65 MB).
Il testo che precede è stato pubblicato su HBradio 5/2014 in occasione dell’85° anniversario dell’USKA. La riproduzione è consentita solo previa autorizzazione dell’USKA.
